Sangue e Fango esce in versione ebook edito da dBooks con prefazione di Luca Ducceschi di cui pubblico un estratto preso direttamente dal sito della casa editrice, da cui è possibile ovviamente anche acquistare il romanzo al prezzo di 4.99
Passione e amore.
Dirty love, cantavano i Motorhead.
(dalla prefazione di Luca Ducceschi)
Una notizia buona e una cattiva, tanto per cambiare.
La prima: il Palahniuk che appassionati e fan ricordavano è tornato con un lavoro più che leggibile, migliore rispetto ai passaggi a vuoto di Pigmeo e Senza Veli.
La cattiva, il tutto si perde nel giro di 180 pagine, scivolando lentamente in una trama fine a se stessa, che alla lunga annoia diventando stucchevole.
Le 250 pagine non godono tutte della stessa suspance, e se da una parte cresce la curiosità per le sorti della piccola Madison Spencer, tredicenne morta finita all'inferno che narra gesta sue e quelle dei suoi amici conosciuti nel regno degli Inferi, dall'altra, superato il punto di non ritorno, quel che prende il lettore è un'ansia da finale dovuta, come già detto, più dalla noia che non dalla voglia di conoscere l'epilogo della storia.
Eppure gli ingredienti di Palahniuk ci sono tutti. Il grottesco rincorre una storia tinteggiata di nero, vagamente drammatica, inserita in un’ambientazione ovviamente ostile – l’inferno –, fatta di paesaggi terribili – la valle dei feti abortiti – e comici – la montagna di unghie o il mare di sperma inquinato – frutto dell’immaginazione di un autore, che qualche tempo dopo il più celebre Dante e la sua Commedia decide di affrontare, nelle vesti di Madison, un viaggio ultraterreno nelle lande di Satana.
Peccato, però, che Dannazione – partorito di fianco al letto di morte della madre dell’autore - risulti lontano, distante anni luce da lavori migliori di Chuck come Fight Club, Invisible Monster e Ninna Nanna capaci di tenere incollato il lettore alle pagine senza mai stancarlo. La colpa forse è anche dei succitati capolavori, ma dopo i passaggi a vuoto di Senza Veli e Pigmeo, da Chuck ci si aspettava di più, comunque un libro capace, visti gli spunti della trama, di sconvolgere, colpire e modellarsi piuttosto che finire in un girone dantesco dove il già letto, già sentito, è un déjà vu pesante.
Quindi se dovete cominciare a leggere qualcosa di Palahniuk non cominciate da Dannazione, un libro che raggiunge a fatica la sufficienza, guadagnandosi un posto prima di Gang Bang, Senza Veli e Pigmeo, ma diversi gradini sotto i lavori migliori dell’autore. Se invece siete dei delusi dalle ultime produzioni dell’autore di Portland, provateci pure, ma non aspettatevi di certo un capolavoro.
Tuttavia riprendendo una citazione di Chuck per bocca di Madison Spencer, se l’Inferno e la Terra ci sembrano peggiori è perché ci aspettiamo il Paradiso.
E ora andate a fare il culo a Satana.
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